Proprio non capisco.
Dicono che ognuno ha i sogni nel cassetto, ma non mi ricordo se si dice davvero così, o se il detto diceva gli scheletri nel cassetto o nell’armadio. Insomma faccio una marea di confusione tra arredamento (cassetti, armadi, comodini, sottoscala) e sogni, scheletri, mostri, desideri, ideali, o che ne so io.
Quindi diciamo che io nel cassetto ci metto i sogni e amen. Solo che questi cassetti non solo sono faticosi da aprire e da chiudere, ma poi sembrano sempre più piccoli o sempre più profondi, per cui ci schiaffo davvero di tutto e non riesco poi a ricordarmi cosa ci ho buttato, dentro quel cavolo di rettangolino con la maniglia!
E poi c’è sempre la terzietà. Che non è la vecchiaia, ma sono le persone che ci includi, per dare forma e vita ai tuoi sogni… un vero dramma considerando che poi in un modo o nell’altro sabotano l’Heidi che è in ognuno di noi.
La verità è che i sogni devono avere tutta una struttura definita. Innanzitutto per esistere non hanno bisogno di essere condivisi nè condivisibili, poi non devono riguardare null’altro che sé stessi. Poi devono essere colorati, e non importa se non sono realizzabili. Altrimenti si chiamerebbero in altri modi. Tipo business plans, gant, budget, bilanci previsionali, etc.
I sogni invece sono come la rugiada, come l’arcobaleno, come una farfalla bianca a febbraio, come un bucaneve. Tutte cose veloci, inaspettate, bellissime, fragili e insolite.
Il sogno è proprio questo.
Per questo da ora in poi dentro al cassetto ci voglio mettere cose piccole, intangibili e semmai impossibili.
Perché sennò il cassetto si riempie di progetti pesanti, a lunga scadenza, con presenze ingombranti di terzi soggetti che se non ti aiutano (nella maggior parte dei casi) si mettono a guastare l’alba e il tramonto.
E infine… i sogni sono nostri, intimi e solitari. Sono come un volo veloce sul mare calmo. Con un tramonto perfetto, il vento che ti accarezza senza farti raffreddare. Nessuno potrà capire la perfezione di qualcosa che nella nostra intimità rappresenta la pace raggiunta.
Sognare significa non dover chiedere a nessuno l’approvazione, l’aiuto, la condivisione.
Ora mi tocca fare posto al mio nuovo regno di sogni, fatto di cose piccole e fantastiche. E nello svuotare i macigni che ci ho messo dentro sino ad ora sono convinta che un pochino soffrirò, ma poi il cassetto scorrerà liscio, e nessuno lo andrà ad aprire.
Perché il primo dei sogni che metto lì dentro c’è quello che il cassetto dei sogni ha la maniglia invisibile.
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domenica 20 febbraio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
rivisitazioni
tanto va la gatta al lardo che si rompe li cojun.
il diavolo fa le pentole, e chissenefrega no?
chi dorme beato lui.
l'erba del vicino ma chi se la caga.
se son fiori non è popò.
una rondine non fa tutta la cacca di uno stormo.
quando il gatto non c'è sticazzi.
meglio un uovo oggi che una secchiata di piscio in faccia.
chi non risica andasse a cagare.
Date a cesare quello che ve pare.
la legge è uguale a sta ceppa.
chi troppo vuole si rifà le poppe.
uomo avvisato se è sordo che ce vuoi fà.
non dire gatto se è un cane, coglione.
a buon intenditor levateje er tavernello
a caval donato sparaje.
a mali estremi sparate tu.
il diavolo fa le pentole, e chissenefrega no?
chi dorme beato lui.
l'erba del vicino ma chi se la caga.
se son fiori non è popò.
una rondine non fa tutta la cacca di uno stormo.
quando il gatto non c'è sticazzi.
meglio un uovo oggi che una secchiata di piscio in faccia.
chi non risica andasse a cagare.
Date a cesare quello che ve pare.
la legge è uguale a sta ceppa.
chi troppo vuole si rifà le poppe.
uomo avvisato se è sordo che ce vuoi fà.
non dire gatto se è un cane, coglione.
a buon intenditor levateje er tavernello
a caval donato sparaje.
a mali estremi sparate tu.
lunedì 14 febbraio 2011
Sindrome dell'idraulico liquido
Non so voi, ma a me capita parecchio.
Mi sento tutto di un tratto trascinata da una sorta di idraulico liquido, e come quando un lavandino otturato si sblocca faccio quelle sorte di mulinelli fino alla scomparsa.
Quello è l’effetto principale che sento tra sotto le tette e l’ombelico.
Una sorta di sciacquone potente che frulla dentro, a gorgoglii.
Ora, di sicuro ho una fame da lupi, e la dieta è diventata una sorta di parola tabù che mi offende la buccia d’arancia, ma non credo sia solo per il pizza-desiderio.
Credo sia proprio insito nell’arrivo della primavera.
E’ per questo che sono sparita per due settimane. Ero nel pieno vortice.
Mulinelli a go go, zero respirazione, tachicardia.
Una specie di attacco di panico prolungato giorni e notti, senza via di fuga.
Oggi poi in azienda c’è stata una riunione dei dirigenti. E’ stato lì che ho pensato che la mia è proprio una sindrome.
Mentre per circa 13 anni ho pensato che fosse dovuta alla voglia matta di cambiare vita, oggi non lo penso più.
Ci aveva preso in pieno mia madre, quando a 11 anni mi regalò un astuccio per le penne di Snoopy dove lucy diceva “adoro l’umanità, sono le persone che odio”.
Ecco, non si tratta di cambiare lavoro, ma di chiudermi proprio in un eremo e passare il resto della vita come dicono gli americani in uaildernes. Wilderness scritto in inglese.
Una sorta di catarsi nella natura, senza che vi sia alcun contatto con altri esseri umani.
Perché la primavera incide, ma mai quanto il quotidiano la mattina, seguito dalle beghe che devo risolvere, aggiungendoci i cattivi umori dei sovrapposti e le lamentele dei sottoposti, gli sbuffi dei pari e il caffè di pessima tostatura che il distributore eroga per soli 40 centesimi.
Le litigate con il ragazzo con cui ho intessuto una frequentazione da uicchend in attesa di un futuro so bright I gotta wear shades (i sogni son desideriiiii) e le orecchie che continuano a sentire bisbigli di natura pettegola da parte di chi neanche mi conosce.
Insomma diciamo che l’effetto tsunami è dovuto da una serie di fattori non riconducibili ad un unicum. Oggi mi va di scrivere colto, inglese, latino, na tazzuriell e cafè e ci ho messo anche il napoletano.
E quindi come faccio? Sogno di scappare lontanissimo e sola, in un’isola spagnola, di prendere una casetta fronte mare, di fare la commessa in un negozietto fashion vintage, di scappare al mare e di dimenticarmi come mi chiamo, le doppie punte, il mio peso in kg, le scarpe scomode, i pettegoli, le litigate, i dirigenti, i sovrapposti, le lamentele, e visto che al mare la pelle è più pulita… anche i comedoni.
Però non basta chiudere gli occhi e sparire. Se fossi una gnoma mi metterei sotto un san pietrino (per intenderci, il pavè romano, quei blocchetti di pietra che fanno svitare i motorini in centro, qui a roma).
Oppure fare come il buon Cosimo. Salire su un albero e non scendere più.
C’è la crisi, la politica fa cagare, non sono abbastanza giovane/zoccola/bona per fare l’Olgettina, non ho voglia di ammazzarmi di lavoro, quello in cui credo è distante anni luce, sono troppo a terra per inventarmi una nuova me, quindi leggo con attenzione se si può fare la cura del sonno indotto farmacologicamente anche in assenza di gravi turbe psichiche. Tradotto: la sindrome idraulico liquido basta per farmi 15 giorni in clinica? Tutto bianco, non mangi e torni bambina (niente corse al gabinetto, c’è chi ci pensa al posto tuo).
Poi sai come ti svegli riposata?
Comunque mentre sogno un sonno senza sogni la vita va avanti e io entro ed esco da riunioni e appuntamenti. Ho avuto pure l’effetto sbang. Quello della testa che batte forte sulla scrivania da colpo secco di narcolessia. Ho ordinato un caffè deca che sembrava una tazzina di latrine di calcutta (mi devo ricordare di dirlo, all’amministrazione) e con la ciofeca mi hanno anche omaggiata di finti togo al cioccolato al latte. E mentre i clienti erano lì a dimenarsi tra le beghe con i colleghi…io mi leccavo le dita sporche di cioccolato. Anche perché con la sindrome da idraulico liquido ti sembra di bruciare 6-7000 calorie all’ora. Anche se non è vero.
Poi il bello è che quando sono in questo stato non c’è una via di mezzo: o mulinelli o sonno bestia che oscura tutto. Intervallato da momenti in cui non mi chiedo come sto perché sono troppo presa a preoccuparmi delle mosche negli occhi. Cioè? Quelle particelle di zella che ti navigano nel fondo dell’occhio per cui mentre parli con qualcuno ti accorgi di avere cumuli di macchie nere che seguono il tuo sguardo, per cui inevitabilmente cerchi di seminarle e inizi a buttare lo sguardo in modo spasmodico a destra, sinistra alto basso laterale obliquo etc alternando strofinamento con mano e apri e chiudi. Per cui il tuo interlocutore si ferma, si appanica e ti infila la cinta di cuoio in bocca per bloccare l’eventuale ingoio della lingua tipico di un attacco epilettico.
Ovviamente tutto questo scompiglio comporta una serie di effetti collaterali. Come la sudarella. Idraulico liquido e sudore vanno sempre di pari passo. Mani sudate, ascelle tumide, brividini e secondo me anche un pizzico di alitosi. Ma tanto su quest’ultima cosa rimarrà per sempre un punto interrogativo, perché nessuno ha il cuore di dire “scusa ma ti puzza il fiato”.
Io una volta alle medie sono stata sorteggiata, in un gruppo di stronzette bulle, di dirlo alla povera Ilaria. Ancora me lo ricordo. Ho tentennato due giorni e poi secca: “ilaria, ma tu digerisci bene? Te lo chiedo perché ti puzza un pochino l’alito”. La ragazzina ha pianto. Io mi sono sentita come un ploppete gigante e da allora ho promesso a me stessa che questa cosa si dice solo alla mamma e al cane (a meno che non ci sia una tale confidenza che un accenno porta prima alla risata e poi a un sano sciacquo listerine).
E mentre mi frulla il mulinello a getto convulso scrivo e telefono, in apnea con gli occhi iniettati di sangue, e aspetto giorni migliori.
Se i sintomi non peggiorano scrivo anche domani.
Mi sento tutto di un tratto trascinata da una sorta di idraulico liquido, e come quando un lavandino otturato si sblocca faccio quelle sorte di mulinelli fino alla scomparsa.
Quello è l’effetto principale che sento tra sotto le tette e l’ombelico.
Una sorta di sciacquone potente che frulla dentro, a gorgoglii.
Ora, di sicuro ho una fame da lupi, e la dieta è diventata una sorta di parola tabù che mi offende la buccia d’arancia, ma non credo sia solo per il pizza-desiderio.
Credo sia proprio insito nell’arrivo della primavera.
E’ per questo che sono sparita per due settimane. Ero nel pieno vortice.
Mulinelli a go go, zero respirazione, tachicardia.
Una specie di attacco di panico prolungato giorni e notti, senza via di fuga.
Oggi poi in azienda c’è stata una riunione dei dirigenti. E’ stato lì che ho pensato che la mia è proprio una sindrome.
Mentre per circa 13 anni ho pensato che fosse dovuta alla voglia matta di cambiare vita, oggi non lo penso più.
Ci aveva preso in pieno mia madre, quando a 11 anni mi regalò un astuccio per le penne di Snoopy dove lucy diceva “adoro l’umanità, sono le persone che odio”.
Ecco, non si tratta di cambiare lavoro, ma di chiudermi proprio in un eremo e passare il resto della vita come dicono gli americani in uaildernes. Wilderness scritto in inglese.
Una sorta di catarsi nella natura, senza che vi sia alcun contatto con altri esseri umani.
Perché la primavera incide, ma mai quanto il quotidiano la mattina, seguito dalle beghe che devo risolvere, aggiungendoci i cattivi umori dei sovrapposti e le lamentele dei sottoposti, gli sbuffi dei pari e il caffè di pessima tostatura che il distributore eroga per soli 40 centesimi.
Le litigate con il ragazzo con cui ho intessuto una frequentazione da uicchend in attesa di un futuro so bright I gotta wear shades (i sogni son desideriiiii) e le orecchie che continuano a sentire bisbigli di natura pettegola da parte di chi neanche mi conosce.
Insomma diciamo che l’effetto tsunami è dovuto da una serie di fattori non riconducibili ad un unicum. Oggi mi va di scrivere colto, inglese, latino, na tazzuriell e cafè e ci ho messo anche il napoletano.
E quindi come faccio? Sogno di scappare lontanissimo e sola, in un’isola spagnola, di prendere una casetta fronte mare, di fare la commessa in un negozietto fashion vintage, di scappare al mare e di dimenticarmi come mi chiamo, le doppie punte, il mio peso in kg, le scarpe scomode, i pettegoli, le litigate, i dirigenti, i sovrapposti, le lamentele, e visto che al mare la pelle è più pulita… anche i comedoni.
Però non basta chiudere gli occhi e sparire. Se fossi una gnoma mi metterei sotto un san pietrino (per intenderci, il pavè romano, quei blocchetti di pietra che fanno svitare i motorini in centro, qui a roma).
Oppure fare come il buon Cosimo. Salire su un albero e non scendere più.
C’è la crisi, la politica fa cagare, non sono abbastanza giovane/zoccola/bona per fare l’Olgettina, non ho voglia di ammazzarmi di lavoro, quello in cui credo è distante anni luce, sono troppo a terra per inventarmi una nuova me, quindi leggo con attenzione se si può fare la cura del sonno indotto farmacologicamente anche in assenza di gravi turbe psichiche. Tradotto: la sindrome idraulico liquido basta per farmi 15 giorni in clinica? Tutto bianco, non mangi e torni bambina (niente corse al gabinetto, c’è chi ci pensa al posto tuo).
Poi sai come ti svegli riposata?
Comunque mentre sogno un sonno senza sogni la vita va avanti e io entro ed esco da riunioni e appuntamenti. Ho avuto pure l’effetto sbang. Quello della testa che batte forte sulla scrivania da colpo secco di narcolessia. Ho ordinato un caffè deca che sembrava una tazzina di latrine di calcutta (mi devo ricordare di dirlo, all’amministrazione) e con la ciofeca mi hanno anche omaggiata di finti togo al cioccolato al latte. E mentre i clienti erano lì a dimenarsi tra le beghe con i colleghi…io mi leccavo le dita sporche di cioccolato. Anche perché con la sindrome da idraulico liquido ti sembra di bruciare 6-7000 calorie all’ora. Anche se non è vero.
Poi il bello è che quando sono in questo stato non c’è una via di mezzo: o mulinelli o sonno bestia che oscura tutto. Intervallato da momenti in cui non mi chiedo come sto perché sono troppo presa a preoccuparmi delle mosche negli occhi. Cioè? Quelle particelle di zella che ti navigano nel fondo dell’occhio per cui mentre parli con qualcuno ti accorgi di avere cumuli di macchie nere che seguono il tuo sguardo, per cui inevitabilmente cerchi di seminarle e inizi a buttare lo sguardo in modo spasmodico a destra, sinistra alto basso laterale obliquo etc alternando strofinamento con mano e apri e chiudi. Per cui il tuo interlocutore si ferma, si appanica e ti infila la cinta di cuoio in bocca per bloccare l’eventuale ingoio della lingua tipico di un attacco epilettico.
Ovviamente tutto questo scompiglio comporta una serie di effetti collaterali. Come la sudarella. Idraulico liquido e sudore vanno sempre di pari passo. Mani sudate, ascelle tumide, brividini e secondo me anche un pizzico di alitosi. Ma tanto su quest’ultima cosa rimarrà per sempre un punto interrogativo, perché nessuno ha il cuore di dire “scusa ma ti puzza il fiato”.
Io una volta alle medie sono stata sorteggiata, in un gruppo di stronzette bulle, di dirlo alla povera Ilaria. Ancora me lo ricordo. Ho tentennato due giorni e poi secca: “ilaria, ma tu digerisci bene? Te lo chiedo perché ti puzza un pochino l’alito”. La ragazzina ha pianto. Io mi sono sentita come un ploppete gigante e da allora ho promesso a me stessa che questa cosa si dice solo alla mamma e al cane (a meno che non ci sia una tale confidenza che un accenno porta prima alla risata e poi a un sano sciacquo listerine).
E mentre mi frulla il mulinello a getto convulso scrivo e telefono, in apnea con gli occhi iniettati di sangue, e aspetto giorni migliori.
Se i sintomi non peggiorano scrivo anche domani.
giovedì 3 febbraio 2011
...sonn... ho... sonn... zzzzz
Ho un sonn... sonn... io... io... ho sonn...
zzzzz... ronffff.... sonn... molt.... sonn....
lett... mat...mat...materazzz...
sonn...zzzz.... ronf.
Chi è bravo indovini come mi sento.
zzzzz... ronffff.... sonn... molt.... sonn....
lett... mat...mat...materazzz...
sonn...zzzz.... ronf.
Chi è bravo indovini come mi sento.
lunedì 31 gennaio 2011
confusao
sono muinto confusao.
su cosa? un pò sul senso del valore etico. Mica voglio mettere in discussione tutte le persone brave e sane che vivono una vita dignitosa senza scalpiti. Ma alla fine è inevitabile. Perchè io devo considerarmi fortunata se dopo 15 anni di lavoro guadagno media e nessuno mi regala braccialetti, pacchettoni di soldi, cd di apicella e tanto ammore? nel senso. Mi devo spiegare meglio. NOn sono invidiosa, non vorrei mai stare al posto della soccola (con la esse, alla napoletana) men che mai se quella gemella (che le trovo davvero le sorellastre di cenerentola). Ma la Piccola indefessa labbrona, quella con 110 e lode. che scrostava la placca. quella. dico quella. ha studiato, e ci credo. si è pagata gli studi. tanto di cappello. poi ha fatto colorado. ecco già qua iniziano a prendermi i dubbi. Pure una ragazza che stava a studio da me si è laureata in legge. e come labbrona si è pagata gli studi facendo l'igienista dentale. Tanto di cappello. e poi si è fatta una gavetta da kunta kinte in uno studiolo, e poi ha cambiato studio, e la paga è migliorata. ora ha 37 anni, guadagna circa 4000 euro lordi al mese, vive a milano ed è felice.
Invece labbrona dopo la laurea ha optato per tetteculorado.
e da lì è passata a lavorare in politica. e ora, a 26 anni, guadagna solo 9 mila euro al mese. per fare cosa? parla bene le lingue. anche io, ma mi manca (mi sa) la quarta di poppe.
e poi non ho l'età. cazzarola. anni, poppe e uso dell'asciugabava. ecco cosa mi separa da 9 mila euro al mese.
su cosa? un pò sul senso del valore etico. Mica voglio mettere in discussione tutte le persone brave e sane che vivono una vita dignitosa senza scalpiti. Ma alla fine è inevitabile. Perchè io devo considerarmi fortunata se dopo 15 anni di lavoro guadagno media e nessuno mi regala braccialetti, pacchettoni di soldi, cd di apicella e tanto ammore? nel senso. Mi devo spiegare meglio. NOn sono invidiosa, non vorrei mai stare al posto della soccola (con la esse, alla napoletana) men che mai se quella gemella (che le trovo davvero le sorellastre di cenerentola). Ma la Piccola indefessa labbrona, quella con 110 e lode. che scrostava la placca. quella. dico quella. ha studiato, e ci credo. si è pagata gli studi. tanto di cappello. poi ha fatto colorado. ecco già qua iniziano a prendermi i dubbi. Pure una ragazza che stava a studio da me si è laureata in legge. e come labbrona si è pagata gli studi facendo l'igienista dentale. Tanto di cappello. e poi si è fatta una gavetta da kunta kinte in uno studiolo, e poi ha cambiato studio, e la paga è migliorata. ora ha 37 anni, guadagna circa 4000 euro lordi al mese, vive a milano ed è felice.
Invece labbrona dopo la laurea ha optato per tetteculorado.
e da lì è passata a lavorare in politica. e ora, a 26 anni, guadagna solo 9 mila euro al mese. per fare cosa? parla bene le lingue. anche io, ma mi manca (mi sa) la quarta di poppe.
e poi non ho l'età. cazzarola. anni, poppe e uso dell'asciugabava. ecco cosa mi separa da 9 mila euro al mese.
domenica 30 gennaio 2011
culo a divano
per carità. pare sia bello passare la domenica in relax, ma io di stare distesa ne ho palle veramente piene.
vi dico solo che tutte le volte che sono singol, e nella mia vita ce ne sono state tante tantissime che non le conto neanche, rimango persino indietro con l'attualità. si perché io la tv neanche la accendo. leggo, scrivo, sento la musica, esco, vado al cinema, faccio passeggiate.
e nel frattempo come ogni donna che si rispetti mi sogno il giorno in cui sarò abbraccicata sul divano con il mio fidanzato, davanti a un film, una pizza e una birra.
adesso che il fidanzato ce l'ho sogno di spegnerla, quella maledetta. siamo lì, catatonici. lui si guarda tutto di tutto, anche film iniziati da 76 minuti. dico ma che senso ha?
spezzoni di film di qualsiasi genere. intervallati da come è fatto e top gear (sky docet).
io all'inizio seguo. poi mi prende sonno. e infine arriva lo scoglionamento, quello cosmico.
che mi fa diventare lagnosa, priva di idee e iniziative e dubbiosa sull'oggi e sul futuro.
penso a come sarà tra 10 anni. uguale. e così passano le ore. dopo circa 4, 5 ore, inizio a lamentarmi. facciamo qualcosa? chiedo lagnosamente. lui, che invece starebbe sul divano altre 13 ore, mi chiede "E COsa vuoi fare?" "boh. non lo so. ma basta tv..." "proponi" "ma che ne so. qualsiasi cosa, una briscola, quattro passi, battaglia navale, disegnare..." "non ho le carte, fuori è buio, battaglia navale non mi va, disegna tu e poi mi fai vedere".
sdong. questo è il rumore che immagino facciano le mie palle, ad averle, mentre cadono sul parquet.
e così cambio le lenzuola del suo letto, piene di fango dei cani che non c'è verso di tenere lontani dal letto. per mettere quel cazzo di copripiumone ci metto all'incirca mezzora. sarà anche comodo se la mattina devi rifare il letto, ma porca miseria prima di riuscire ad infilare il piumone dentro quel mega federone devi farti prima una sessione di total body. sudi, ti incastri, ricominci, smadonni, prendi fiato,forzi, stendi, tiri, aggiusti e alla fine ce la fai. a quel punto sono arrivata a un livello di insoddisfazione esistenziale che neanche pessoa mi batte. Il libro dell'inquietudine sembra il piccolo principe rispetto a quello che mi si smuove dentro.
E quindi mi metto a scrivere. poi cerco di fare un elenco di tutte le cose che vorrei fare al posto del culo a divano. se continuo a stare sdraiata mi si rimarginano le chiappe e me ne diventa una enorme tutta compatta, con il segno delle cuciture.
e allora penso a tutte le cose che potrei scoprire su internet. e ho il vuoto cosmico. due coglioni come una casa. penso che allora dovrei uscire, per conto mio.
Ma la pessoaite non mi permette di prendere decisioni, così mi sembra tutto brutto, anche l'idea di prendere la macchina. faccio fatica a tutto tondo.
mi limito a fare semplici dispettucci nella speranza di una reazione, come ad esempio adagiare sul suo 55 pollici led mega fanta tv un mio maglione. ma non copre abbastanza. Si, perché la sua tv è quasi come stare in seconda fila al cinema. E' talmente grande che non sai bene cosa guardare. e poi è talmente ad alta definizione che i film sembrano tutti quelle telenovela messicane. L'effetto film americano non c'è più. sembra tutto un documentario cheap.
Mi piace di più essere presa per il culo con i colori americani irreali, che questo livello di dettaglio per cui invece di vedere la tv ti sembra di stare affacciato ad una finestra dove tutto accade a un palmo dal tuo naso.
e poi cosa posso fare? la noia è qualcosa che non si dovrebbe conoscere.
invece io ci sono proprio amichetta. incredibile ma vero.
e quindi niente. mi arrendo. adesso che ho pure scritto il blog mi posso mettere a leggere, o mi faccio un solitario con l'aipadde. insomma devo trovare il modo di intrattenermi, tanto domani è lunedì e la vita ritorna alla normalità. controllo che le chiappe non si siano saldate e vado avanti per la mia strada.
l'amore dà proprio forti emozioni.
vi dico solo che tutte le volte che sono singol, e nella mia vita ce ne sono state tante tantissime che non le conto neanche, rimango persino indietro con l'attualità. si perché io la tv neanche la accendo. leggo, scrivo, sento la musica, esco, vado al cinema, faccio passeggiate.
e nel frattempo come ogni donna che si rispetti mi sogno il giorno in cui sarò abbraccicata sul divano con il mio fidanzato, davanti a un film, una pizza e una birra.
adesso che il fidanzato ce l'ho sogno di spegnerla, quella maledetta. siamo lì, catatonici. lui si guarda tutto di tutto, anche film iniziati da 76 minuti. dico ma che senso ha?
spezzoni di film di qualsiasi genere. intervallati da come è fatto e top gear (sky docet).
io all'inizio seguo. poi mi prende sonno. e infine arriva lo scoglionamento, quello cosmico.
che mi fa diventare lagnosa, priva di idee e iniziative e dubbiosa sull'oggi e sul futuro.
penso a come sarà tra 10 anni. uguale. e così passano le ore. dopo circa 4, 5 ore, inizio a lamentarmi. facciamo qualcosa? chiedo lagnosamente. lui, che invece starebbe sul divano altre 13 ore, mi chiede "E COsa vuoi fare?" "boh. non lo so. ma basta tv..." "proponi" "ma che ne so. qualsiasi cosa, una briscola, quattro passi, battaglia navale, disegnare..." "non ho le carte, fuori è buio, battaglia navale non mi va, disegna tu e poi mi fai vedere".
sdong. questo è il rumore che immagino facciano le mie palle, ad averle, mentre cadono sul parquet.
e così cambio le lenzuola del suo letto, piene di fango dei cani che non c'è verso di tenere lontani dal letto. per mettere quel cazzo di copripiumone ci metto all'incirca mezzora. sarà anche comodo se la mattina devi rifare il letto, ma porca miseria prima di riuscire ad infilare il piumone dentro quel mega federone devi farti prima una sessione di total body. sudi, ti incastri, ricominci, smadonni, prendi fiato,forzi, stendi, tiri, aggiusti e alla fine ce la fai. a quel punto sono arrivata a un livello di insoddisfazione esistenziale che neanche pessoa mi batte. Il libro dell'inquietudine sembra il piccolo principe rispetto a quello che mi si smuove dentro.
E quindi mi metto a scrivere. poi cerco di fare un elenco di tutte le cose che vorrei fare al posto del culo a divano. se continuo a stare sdraiata mi si rimarginano le chiappe e me ne diventa una enorme tutta compatta, con il segno delle cuciture.
e allora penso a tutte le cose che potrei scoprire su internet. e ho il vuoto cosmico. due coglioni come una casa. penso che allora dovrei uscire, per conto mio.
Ma la pessoaite non mi permette di prendere decisioni, così mi sembra tutto brutto, anche l'idea di prendere la macchina. faccio fatica a tutto tondo.
mi limito a fare semplici dispettucci nella speranza di una reazione, come ad esempio adagiare sul suo 55 pollici led mega fanta tv un mio maglione. ma non copre abbastanza. Si, perché la sua tv è quasi come stare in seconda fila al cinema. E' talmente grande che non sai bene cosa guardare. e poi è talmente ad alta definizione che i film sembrano tutti quelle telenovela messicane. L'effetto film americano non c'è più. sembra tutto un documentario cheap.
Mi piace di più essere presa per il culo con i colori americani irreali, che questo livello di dettaglio per cui invece di vedere la tv ti sembra di stare affacciato ad una finestra dove tutto accade a un palmo dal tuo naso.
e poi cosa posso fare? la noia è qualcosa che non si dovrebbe conoscere.
invece io ci sono proprio amichetta. incredibile ma vero.
e quindi niente. mi arrendo. adesso che ho pure scritto il blog mi posso mettere a leggere, o mi faccio un solitario con l'aipadde. insomma devo trovare il modo di intrattenermi, tanto domani è lunedì e la vita ritorna alla normalità. controllo che le chiappe non si siano saldate e vado avanti per la mia strada.
l'amore dà proprio forti emozioni.
giovedì 27 gennaio 2011
Inno al ploppete
Voi non ci crederete. Ma io viaggio fino a milano, mi vesto pesante, perché fa freddo. Mi porto dietro il mitico aipadde. Salgo su una carrozza di prima classe, scendo e prendo il taxi. Arrivo a casa e vengo accolta da una pazzoide con maglietta, cinta e calze, lei convinta di avere indosso una gonna. Inforca un aspirapolvere e raccoglie peli. Mi guarda, ride e mi addita a Totò quando arriva a Milano con peppino. E mentre cerco di placare un intestino davvero stuccato con evidenti esternazioni di sorta che non voglio raccontare, cuocendomi un pugno di riso basmati, la pazza capellona mi arriva contenta come una Pasqua con un mega ploppete di cane, enorme. E' contenta davvero come una Pasqua. Mi dice di notare i colori. Dal marroncino tenue a dark chocolate facciamo al 74 %. Lungo più di una mano. Mi chiede di guardarlo, e me lo porge. "no, dico, toccalo! Senti che consistenza! E che colori!"
io che giro il riso in pentola distolgo lo sguardo. Ma lei insiste, senza darmi tregua. "e' perfetto! E' duro al punto giusto, bello solido, duro, marrone!!"
e poi che farebbe una persona normale? Io annuisco facendo una smorfia di finto stupore e fierezza. Ma lei il ploppete lo stringe in pugno. Non lo molla, e mentre cambiando discorso mi parla del più e del meno il ploppete é lì, tra noi. Freddo e stiracchiato nello scottex, che le protegge la mano. E meno male, perché lei é quella che svaligia i guanti di plastica al supermercato e poi prende la bustina col guanto, se la bestiola caga per strada. Ma il ploppete é a suo avviso una tale opera d'arte che tra poco me lo mette nel piatto a mani nude.
Io faccio la vaga. E lei parla, parla, parla. Con il ploppete sempre lí. Alla fine mi arrendo.
"che ne dici se lo metti via?" le chiedo, garbata. Lei "si, ma é fantastico o no?" "meraviglioso".
Come dirle di no. Ero a rischio ploppete in tasca.
La vita é bella perché é varia.
E viva chi si emoziona per un mega ploppete.
io che giro il riso in pentola distolgo lo sguardo. Ma lei insiste, senza darmi tregua. "e' perfetto! E' duro al punto giusto, bello solido, duro, marrone!!"
e poi che farebbe una persona normale? Io annuisco facendo una smorfia di finto stupore e fierezza. Ma lei il ploppete lo stringe in pugno. Non lo molla, e mentre cambiando discorso mi parla del più e del meno il ploppete é lì, tra noi. Freddo e stiracchiato nello scottex, che le protegge la mano. E meno male, perché lei é quella che svaligia i guanti di plastica al supermercato e poi prende la bustina col guanto, se la bestiola caga per strada. Ma il ploppete é a suo avviso una tale opera d'arte che tra poco me lo mette nel piatto a mani nude.
Io faccio la vaga. E lei parla, parla, parla. Con il ploppete sempre lí. Alla fine mi arrendo.
"che ne dici se lo metti via?" le chiedo, garbata. Lei "si, ma é fantastico o no?" "meraviglioso".
Come dirle di no. Ero a rischio ploppete in tasca.
La vita é bella perché é varia.
E viva chi si emoziona per un mega ploppete.
venerdì 21 gennaio 2011
le attasc
oggi sono di riflessione del dettaglio.
le attasc.
le attasc non sono delle donnine indiane che stanno nel tipì in attesa dei loro maschi capelloni. no. le attasc fanno anche parte dei ricordi collettivi di quando eravamo bambini. e così dovrebbe essere. dei ricordi. invece per me no. le attasc sono l'ultimo stadio della disperazione nella stanza della stampante. quando tu ti accorgi che le pagine sono troppe e provi comunque a spillarle, ma la grappetta proprio non ce la fa. stremata arriva all'altro capo della mazzetta di fogli con due timidi puntini che danno solo fastidio al tatto.
oppure il contrario. stampi tre pagine e la spillatrice normale è scarica. cerchi le grappette per ricaricarla e trovi tre scatolette, inesorabilmente vuote. e alla fine provi con la spillatrice grande. quella che ti sloga il polso. E' durissima e come gran finale o non si piegano le zampette, o ti fanno effetto culo in chiusura. due montarozzi ricurvi, brutti e scomodi. quindi poi passi tre ore a ripristinare lo stato dell'arte, con la sgrappettatrice. l'oggetto più oscuro della stanza. quella sorta di pinza che non sai come mettere e che non risparmia mai la prima pagina, che o si strappa o diventa logora dai tentativi.
E' lì che ti accorgi della scatola un pò più grande. e zac. l'attasc. ripieghi, ne prendi una bella grossa (o bella piccina a seconda delle esigenze) e ci entra tutto. solo in un secondo momento ti preoccuperai del fatto che poi il documento non lo puoi sfogliare.
se poi ne raccogli tante come al solito ci puoi fare la più banale delle collanine.
le attasc.
le attasc non sono delle donnine indiane che stanno nel tipì in attesa dei loro maschi capelloni. no. le attasc fanno anche parte dei ricordi collettivi di quando eravamo bambini. e così dovrebbe essere. dei ricordi. invece per me no. le attasc sono l'ultimo stadio della disperazione nella stanza della stampante. quando tu ti accorgi che le pagine sono troppe e provi comunque a spillarle, ma la grappetta proprio non ce la fa. stremata arriva all'altro capo della mazzetta di fogli con due timidi puntini che danno solo fastidio al tatto.
oppure il contrario. stampi tre pagine e la spillatrice normale è scarica. cerchi le grappette per ricaricarla e trovi tre scatolette, inesorabilmente vuote. e alla fine provi con la spillatrice grande. quella che ti sloga il polso. E' durissima e come gran finale o non si piegano le zampette, o ti fanno effetto culo in chiusura. due montarozzi ricurvi, brutti e scomodi. quindi poi passi tre ore a ripristinare lo stato dell'arte, con la sgrappettatrice. l'oggetto più oscuro della stanza. quella sorta di pinza che non sai come mettere e che non risparmia mai la prima pagina, che o si strappa o diventa logora dai tentativi.
E' lì che ti accorgi della scatola un pò più grande. e zac. l'attasc. ripieghi, ne prendi una bella grossa (o bella piccina a seconda delle esigenze) e ci entra tutto. solo in un secondo momento ti preoccuperai del fatto che poi il documento non lo puoi sfogliare.
se poi ne raccogli tante come al solito ci puoi fare la più banale delle collanine.
lunedì 17 gennaio 2011
luneddì
ho pochissimo tempo.
devo però condividere la sensazione luneddì.
inizia la domenica pomeriggio. il pensiero del giorno dopo.
già verso le cinque inizio a pensare a domani. mi devo svegliare presto, vestire bene, accedere allo stabile, strisciare il badge per entrare. accendere il computer e rimmergermi nelle beghe quotidiane. credo sia davvero uguale per tutti. una vita a lavorare per mettere da parte qualche soldino e pagare la pensione. poi a 70 anni finalmente liberi di vivere come si è sempre sognato.
sarà allora che mi comprerò un paio di stivali di jimmy choo e andrò a fare bikram yoga con la stanza a 40 gradi? me lo chiedo. sarà allora che passerò un mese su un'isola e farò il safari in africa? sarà allora che mi metterò una superminigonna e ballerò fino al mattino senza preoccuparmi che domani si lavora? sarà allora che ristrutturerò il famoso casale e coltiverò le mie verdure biologiche? sarà allora che mi affitterò un camper mega e girerò la corsica?
credo di sì, sempre se la vita sarà così magnanima. mica è detto.
comunque mi consolo perchè sono una stracazzo di privilegiata e lo so. quindi zero lamentele, solo sensazioni tutt'al più vissute da chiunque. vorrei sapere chi l'ha detto che il lavoro nobilita l'uomo. se dal cielo mi cadesse un biglietto vincente della lotteria scriverei un libro: il lavoro nobilita l'uomo, la fortuna lo rende libero.
però c'è di bello che sono a dieta e riesco a resistere alle tentazioni, inoltre ho un cappotto color carta da zucchero che è uno spettacolo, ho scoperto che la fesa di tacchino dell'alimentari è dieci volte più buona di quella del banco frigo alla gs, la mattina quando il mio "ragazzo" mi permette di dormire nella sua reggia mi sveglio e faccio colazione guardando piante alberi e fiori, ho i denti piuttosto bianchi nella media, capisco i film in lingua originale se sono in inglese e francese, ho un padre ficherrimo e tutto un entourage familiare da urlo, non mi serve la tessera atac e ho le gambe più lunghe del busto (testa compresa). poi ingrasso in modo proporzionato e non ho la calvizie. neanche l'alitosi. ho una bellissima macchina fotografica e dei pennarelli coloratissimi. stasera vado pure al cinema e non sono celiaca nè diabetica. insomma ho un culo che come si dice a roma....fa provincia.
e non ci dimentichiamo... domani è già martedì. tutta un'altra musica.
devo però condividere la sensazione luneddì.
inizia la domenica pomeriggio. il pensiero del giorno dopo.
già verso le cinque inizio a pensare a domani. mi devo svegliare presto, vestire bene, accedere allo stabile, strisciare il badge per entrare. accendere il computer e rimmergermi nelle beghe quotidiane. credo sia davvero uguale per tutti. una vita a lavorare per mettere da parte qualche soldino e pagare la pensione. poi a 70 anni finalmente liberi di vivere come si è sempre sognato.
sarà allora che mi comprerò un paio di stivali di jimmy choo e andrò a fare bikram yoga con la stanza a 40 gradi? me lo chiedo. sarà allora che passerò un mese su un'isola e farò il safari in africa? sarà allora che mi metterò una superminigonna e ballerò fino al mattino senza preoccuparmi che domani si lavora? sarà allora che ristrutturerò il famoso casale e coltiverò le mie verdure biologiche? sarà allora che mi affitterò un camper mega e girerò la corsica?
credo di sì, sempre se la vita sarà così magnanima. mica è detto.
comunque mi consolo perchè sono una stracazzo di privilegiata e lo so. quindi zero lamentele, solo sensazioni tutt'al più vissute da chiunque. vorrei sapere chi l'ha detto che il lavoro nobilita l'uomo. se dal cielo mi cadesse un biglietto vincente della lotteria scriverei un libro: il lavoro nobilita l'uomo, la fortuna lo rende libero.
però c'è di bello che sono a dieta e riesco a resistere alle tentazioni, inoltre ho un cappotto color carta da zucchero che è uno spettacolo, ho scoperto che la fesa di tacchino dell'alimentari è dieci volte più buona di quella del banco frigo alla gs, la mattina quando il mio "ragazzo" mi permette di dormire nella sua reggia mi sveglio e faccio colazione guardando piante alberi e fiori, ho i denti piuttosto bianchi nella media, capisco i film in lingua originale se sono in inglese e francese, ho un padre ficherrimo e tutto un entourage familiare da urlo, non mi serve la tessera atac e ho le gambe più lunghe del busto (testa compresa). poi ingrasso in modo proporzionato e non ho la calvizie. neanche l'alitosi. ho una bellissima macchina fotografica e dei pennarelli coloratissimi. stasera vado pure al cinema e non sono celiaca nè diabetica. insomma ho un culo che come si dice a roma....fa provincia.
e non ci dimentichiamo... domani è già martedì. tutta un'altra musica.
martedì 11 gennaio 2011
Dolce sognar...
oggi se non si è capito mi sento una chiavica.
oltre allo tsunami da fonti ignote (non si capisce se è il fegato, Fefé, che si libera dalle scorie o l'influenza intestinale bastarda che incombe) mi senti pure brividi, gambe molli, spossatezza e mal di reni. Un fiore. Però sono a casa. e non passavo una giornata intera a casa da tantissimo tempo. Ho lavorato quasi come fossi in azienda. Non con la stessa verve e comunque a intervalli regolari data l'esigenza di fare visita nella stanza ove troneggia il trono).
Però ho anche guardato in giro e mi sono resa conto che qui dovrei fermarmi per una settimana, e rimettere mani alla gestione della mia piccola reggia. Ho una casa stupenda, per chi se lo chiedesse. Movimentata, antica, moderna, calda, accogliente, giovane, sobria e piena zeppa di roba. accumulata, buttata in ogni angolo. Vorrei potermi dedicare a svuotarla di nuovo tutta. buttare le cose che non guardo da tempo. Eppure poi quando mi ci cade l'occhio il sorrisetto nostalgico è inevitabile. Comunque secondo me stare a casa mi ha consentito di sognare. COsa? una vita diversa. Forse questo post farà ridere di meno, ma per una volta posso provare a descrivere un sogno che poi se si traducesse in realtà magari mi annoierebbe pure. Sì perchè alle volte i sogni devono rimanere tali.
Per esempio ora mi sono immaginata proprietaria di un bel casale in campagna. con tanti ulivi, una piscina grande e verde, una grande veranda. Per chi non è mai stato suggerisco di dare un'occhiata alle splendide masserie pugliesi, o agli agriturismi in toscana. Mi piacerebbe poter seguire i lavori di un posto così. di rendere l'ambiente caldo ed accogliente e di occuparmi della promozione del posto. Mi piacerebbe scegliere le piante da piantare e la verdura da coltivare. Mi piacerebbe sperimentare un menù, per la colazione. per la cena. Mi piacerebbe fare le marmellate e i biscotti di pasta frolla duri e un pò bruciacchiati. Mi piacerebbe sprofondare su un divano caldo davanti al camino, con una tisana (visto che ora sto a dieta attualizzo il sogno, perchè in effetti ci vedo di più un bel bicchiere di vino rosso vellutato). Mi piacerebbe chiamare le mie amiche e venire in città, due volte a settimana. Mi piacerebbe prendere un cane tutto per me, che mi segua e a cui riversare tutte le mie attenzioni (che a quanto pare risultano eccessive se rivolte al ragazzo). Mi piacerebbe parlare con lui di come vorrei l'illuminazione e di quanto vogliamo affittare la nostra casona. a quante persone e per quanti mesi? e poi partire, e andare in vacanza su qualche isola piena di piante profumate, con il sole giallo che spacca le pietre. e scoprire che anche in quelle campagne ci sono casali bellissimi, che affacciano sul mare. e decidere di farlo, di lanciarsi in una nuova iniziativa, e aprirne un'altra ancora, di vita.
Mi piacerebbe fare questa esperienza non solo con il mio fidanzo, ma anche con le mie amiche, che verrebbero a trovarmi il weekend, che passerebbero le feste con noi.
Mi piacerebbe che tutto questo potesse accadere domani, alla sveglia.
sono un'inguaribile romantica.
Lo so. le cose che non tornano sono mille. Ma i sogni sono belli perchè sono gratis e tutto quello che immagini riesce come le ciambelle col buco. E nei miei sogni pensate ci sono pure le api. mi piacerebbe allevare le api (che temo da morire), mi piacerebbe fare ricami e vasi e torte e disegni e mappe e accogliere con un buon bicchiere di vino chi come me vuole un pò di poesia in questa vita che viaggia come una ferrari. a 300 all'ora sull'autostrada tedesca. E i panorami?
oggi mi godo i panorami. eh si.
oltre allo tsunami da fonti ignote (non si capisce se è il fegato, Fefé, che si libera dalle scorie o l'influenza intestinale bastarda che incombe) mi senti pure brividi, gambe molli, spossatezza e mal di reni. Un fiore. Però sono a casa. e non passavo una giornata intera a casa da tantissimo tempo. Ho lavorato quasi come fossi in azienda. Non con la stessa verve e comunque a intervalli regolari data l'esigenza di fare visita nella stanza ove troneggia il trono).
Però ho anche guardato in giro e mi sono resa conto che qui dovrei fermarmi per una settimana, e rimettere mani alla gestione della mia piccola reggia. Ho una casa stupenda, per chi se lo chiedesse. Movimentata, antica, moderna, calda, accogliente, giovane, sobria e piena zeppa di roba. accumulata, buttata in ogni angolo. Vorrei potermi dedicare a svuotarla di nuovo tutta. buttare le cose che non guardo da tempo. Eppure poi quando mi ci cade l'occhio il sorrisetto nostalgico è inevitabile. Comunque secondo me stare a casa mi ha consentito di sognare. COsa? una vita diversa. Forse questo post farà ridere di meno, ma per una volta posso provare a descrivere un sogno che poi se si traducesse in realtà magari mi annoierebbe pure. Sì perchè alle volte i sogni devono rimanere tali.
Per esempio ora mi sono immaginata proprietaria di un bel casale in campagna. con tanti ulivi, una piscina grande e verde, una grande veranda. Per chi non è mai stato suggerisco di dare un'occhiata alle splendide masserie pugliesi, o agli agriturismi in toscana. Mi piacerebbe poter seguire i lavori di un posto così. di rendere l'ambiente caldo ed accogliente e di occuparmi della promozione del posto. Mi piacerebbe scegliere le piante da piantare e la verdura da coltivare. Mi piacerebbe sperimentare un menù, per la colazione. per la cena. Mi piacerebbe fare le marmellate e i biscotti di pasta frolla duri e un pò bruciacchiati. Mi piacerebbe sprofondare su un divano caldo davanti al camino, con una tisana (visto che ora sto a dieta attualizzo il sogno, perchè in effetti ci vedo di più un bel bicchiere di vino rosso vellutato). Mi piacerebbe chiamare le mie amiche e venire in città, due volte a settimana. Mi piacerebbe prendere un cane tutto per me, che mi segua e a cui riversare tutte le mie attenzioni (che a quanto pare risultano eccessive se rivolte al ragazzo). Mi piacerebbe parlare con lui di come vorrei l'illuminazione e di quanto vogliamo affittare la nostra casona. a quante persone e per quanti mesi? e poi partire, e andare in vacanza su qualche isola piena di piante profumate, con il sole giallo che spacca le pietre. e scoprire che anche in quelle campagne ci sono casali bellissimi, che affacciano sul mare. e decidere di farlo, di lanciarsi in una nuova iniziativa, e aprirne un'altra ancora, di vita.
Mi piacerebbe fare questa esperienza non solo con il mio fidanzo, ma anche con le mie amiche, che verrebbero a trovarmi il weekend, che passerebbero le feste con noi.
Mi piacerebbe che tutto questo potesse accadere domani, alla sveglia.
sono un'inguaribile romantica.
Lo so. le cose che non tornano sono mille. Ma i sogni sono belli perchè sono gratis e tutto quello che immagini riesce come le ciambelle col buco. E nei miei sogni pensate ci sono pure le api. mi piacerebbe allevare le api (che temo da morire), mi piacerebbe fare ricami e vasi e torte e disegni e mappe e accogliere con un buon bicchiere di vino chi come me vuole un pò di poesia in questa vita che viaggia come una ferrari. a 300 all'ora sull'autostrada tedesca. E i panorami?
oggi mi godo i panorami. eh si.
i vegani
mica ce l'ho con loro. giuro. ma alle volte stento a crederci, che ci sono persone che per scelta hanno deciso di rinunciare a uova, latte, carne, pesce, pollo arrosto, mozzarella di bufala, camembert, chevre chaud, pizza al prosciutto, salame, e poi arrosto, e salsiccia e polenta con le spuntature, e cervelletti fritti, e ancora crostini toscani di fegato, fois gras, scaloppine al marsala, zucchine ripiene, carbonara, amatriciana, tiramisù, merendine del mulino bianco, i pan di stelle che ti spappolano in bocca, i baiocchi... il cornetto caldo con la crema... le olive ascolane, i supplì... e potrei continuare per ore.
Io non sono vegana. anzi ora vado sul dizionario e vi giro la definizione.
ecco qui da wikipedia: "Il termine veganismo (più raramente detto vegetalianismo) indica una dieta e uno stile di vita che esclude l'uso di prodotti di origine animale come cibo e per qualsiasi altro scopo.[1] Gli aderenti (detti vegani o, con prestito dalla lingua inglese, vegan) rifiutano quindi non solo di nutrirsi di carne e pesce, come i vegetariani, ma anche di latte, latticini, uova e derivati, nonché di acquistare e usare prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali."
Capito? ecco io non sono vegana perchè sgobbo quanto alcuni muli, però sono d'accordo che l'allevamento intensivo è aberrante. per cui ho deciso di dare il mio contributo. come? mangiando di meno.
Ho iniziato sabato. giro con il bavaglino, perchè mi sbavo (anche ora, mentre elencavo le cose buone da mangiare stavo col filo pendulo).
E ho mangiato solo verdure. L'esigenza è doppia. intanto abbasso per tre giorni una percentuale inutile di richiesta di carne e/o sforzi animali, e poi perchè ho il fegato che sembra la fettona di reggiano ai party. è duro, gonfio e secondo me con lo stetoscopio sento pure le bestemmie.
Quindi insieme al mio ragazzo (che tristezza, lo so che dire ragazzo a uno che ha quasi 40 anni fa triste, ma senza commitment non so come chiamarlo. il mio compagno fa troppo di sinistra, il mio partner mi sembra uno dell'azienda, quello che frequento è troppo impersonale, mio marito non si può dire perchè è peccato dire le bugie) ho deciso di darci un taglio. lo so, l'avrete letto altre 7 volte, ma mica fa male provare, provare, provare...
Dunque sabato mattina abbiamo abolito il caffè. perchè fa male al fegato, disidrata e intossica. quindi abbiamo fatto colazione con una tisana lassativa. una roba da ashram. molto fiera ho mangiato anche lo yogurt con i cereali, consentiti se pochi.
A pranzo una ricchissima insalata con cipolla e litri di balsamico. una ciotola a testa. a cena minestrone leggerezza 17 calorie a etto senza legumi nè patate. Ne ho fatto un chilo e otto, così per la domenica tutto it's all right.
Un cucchiaio di olio.
Niente parmiggiano. niente di niente. uno sciacquabudelle terribile.
Alle 11 di sera i morsi della fame. e zac. ripropongo tisana stavolta depurativa. amara da morì.
il tutto con litri d'acqua. iniziano i primi freddi.
La mattina dopo, domenica, tutto si ripete. ma invertiamo l'ordine. minestrone a pranzo e minestrone e insalata a cena. Il fidanzo guarda di sottecchi il formaggino mio. ok, ce lo facciamo cadere dentro. Voglio dire, non sarà mica un formaggino a rendere inutili tutti questi sforzi.
La sera ci rifocilliamo con un pò di yogurt. pensavo avesse fatto effetto sul mio intestino. invece nada. Lunedì in ufficio dopo la tisana per cagare mi sento più o meno bene. Ho un freddo bestia e mi sento più gongia di prima. altro che dimagrire e disintossicare.
A pranzo disperata vado a fare la spesa. mi compro lo yogurt e una di quelle insalate che fanno ora alla tv. schiacci shakeri e te la mangi. Teribile con una erre sola. sa di busta. di plastica, di braccialetti di caucciù di madonna ai tempi d'oro. di gomma pane. tutto meno che di insalata. la butto. ripiego sullo yogurt. E' greco ma lait. Light come dite voi. Ci metto un pò di miele e i cereali.
La sera quasi svengo. ho le gambe molli e mi mangerei anche il Phon acceso. mi aspetta un piatto di fagiolini duri come serci e fuori stagione. non mi soddisfano. apro il frigo, e il Santo Orogel mi propone biete e erbette di campo surgelate. e che erba sia. mi sparo 450 grammi circa di erbette.
Dopo 1 ora i dolori. mi accingo alla toilette. un disastro. una sorta di tsunami.
Ma siccome sono fatalista e di base sempre entusiasta penso: eccolo lì! FeFè mio ciccio bomba.. ti stai iniziando a liberare delle prime tossinelle, eh?
quindi fiera del mal di pancia vado avanti con il film, carino, su sky.
giusto il tempo di bere una tisana con mio padre che era in zona e di nuovo il sudorino. "beh ti lascio che devo correre al bagno". Sembrava una scusa. ma se dovessi paragonare le due sedute a qualcosa di storico direi prima e seconda crociata.
vado a letto un pò provata. ho un freddo della patagonia.
La mattina credo utile interrompere la tisana caghetica e mi prendo un bell'infuso zenzero e liquirizia.
Neanche il tempo della sigaretta del buongiorno.
Hiroshima. sto malissimo. ormai la situazione e senza controllo. Dormo, ho dolori ovunque e una lieve forma di narcolessia. le narici secche come la gola. sto per morire.
Meglio un cazzo di supplì. oh, mangiando come un bove non mi è mai venuta una volta una roba del genere. pensa ai vegani. te credo che sono secchi. si cacheranno l'anima. loro.
Io oggi riattacco con le proteine. mi mangio carne, formaggi light, uova, polletti e filetti. ora FeFè dovrebbe stare già un pò meglio e poi non è che per fare contento uno devo creare un universo di infelici. ci sono tutti gli altri organi incazzati neri. Per primo lo sfintere ma neanche vi dico il sistema nervoso. senza mangiare si sente freddo e quel poraccio ogni tre minuti deve mettersi a rizzare i peli per fare i brividi.
Sapete che vi dico? mi perdo sti 5-6 chili solo per il gusto di ricominciare a mangiare.
tié.
Io non sono vegana. anzi ora vado sul dizionario e vi giro la definizione.
ecco qui da wikipedia: "Il termine veganismo (più raramente detto vegetalianismo) indica una dieta e uno stile di vita che esclude l'uso di prodotti di origine animale come cibo e per qualsiasi altro scopo.[1] Gli aderenti (detti vegani o, con prestito dalla lingua inglese, vegan) rifiutano quindi non solo di nutrirsi di carne e pesce, come i vegetariani, ma anche di latte, latticini, uova e derivati, nonché di acquistare e usare prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali."
Capito? ecco io non sono vegana perchè sgobbo quanto alcuni muli, però sono d'accordo che l'allevamento intensivo è aberrante. per cui ho deciso di dare il mio contributo. come? mangiando di meno.
Ho iniziato sabato. giro con il bavaglino, perchè mi sbavo (anche ora, mentre elencavo le cose buone da mangiare stavo col filo pendulo).
E ho mangiato solo verdure. L'esigenza è doppia. intanto abbasso per tre giorni una percentuale inutile di richiesta di carne e/o sforzi animali, e poi perchè ho il fegato che sembra la fettona di reggiano ai party. è duro, gonfio e secondo me con lo stetoscopio sento pure le bestemmie.
Quindi insieme al mio ragazzo (che tristezza, lo so che dire ragazzo a uno che ha quasi 40 anni fa triste, ma senza commitment non so come chiamarlo. il mio compagno fa troppo di sinistra, il mio partner mi sembra uno dell'azienda, quello che frequento è troppo impersonale, mio marito non si può dire perchè è peccato dire le bugie) ho deciso di darci un taglio. lo so, l'avrete letto altre 7 volte, ma mica fa male provare, provare, provare...
Dunque sabato mattina abbiamo abolito il caffè. perchè fa male al fegato, disidrata e intossica. quindi abbiamo fatto colazione con una tisana lassativa. una roba da ashram. molto fiera ho mangiato anche lo yogurt con i cereali, consentiti se pochi.
A pranzo una ricchissima insalata con cipolla e litri di balsamico. una ciotola a testa. a cena minestrone leggerezza 17 calorie a etto senza legumi nè patate. Ne ho fatto un chilo e otto, così per la domenica tutto it's all right.
Un cucchiaio di olio.
Niente parmiggiano. niente di niente. uno sciacquabudelle terribile.
Alle 11 di sera i morsi della fame. e zac. ripropongo tisana stavolta depurativa. amara da morì.
il tutto con litri d'acqua. iniziano i primi freddi.
La mattina dopo, domenica, tutto si ripete. ma invertiamo l'ordine. minestrone a pranzo e minestrone e insalata a cena. Il fidanzo guarda di sottecchi il formaggino mio. ok, ce lo facciamo cadere dentro. Voglio dire, non sarà mica un formaggino a rendere inutili tutti questi sforzi.
La sera ci rifocilliamo con un pò di yogurt. pensavo avesse fatto effetto sul mio intestino. invece nada. Lunedì in ufficio dopo la tisana per cagare mi sento più o meno bene. Ho un freddo bestia e mi sento più gongia di prima. altro che dimagrire e disintossicare.
A pranzo disperata vado a fare la spesa. mi compro lo yogurt e una di quelle insalate che fanno ora alla tv. schiacci shakeri e te la mangi. Teribile con una erre sola. sa di busta. di plastica, di braccialetti di caucciù di madonna ai tempi d'oro. di gomma pane. tutto meno che di insalata. la butto. ripiego sullo yogurt. E' greco ma lait. Light come dite voi. Ci metto un pò di miele e i cereali.
La sera quasi svengo. ho le gambe molli e mi mangerei anche il Phon acceso. mi aspetta un piatto di fagiolini duri come serci e fuori stagione. non mi soddisfano. apro il frigo, e il Santo Orogel mi propone biete e erbette di campo surgelate. e che erba sia. mi sparo 450 grammi circa di erbette.
Dopo 1 ora i dolori. mi accingo alla toilette. un disastro. una sorta di tsunami.
Ma siccome sono fatalista e di base sempre entusiasta penso: eccolo lì! FeFè mio ciccio bomba.. ti stai iniziando a liberare delle prime tossinelle, eh?
quindi fiera del mal di pancia vado avanti con il film, carino, su sky.
giusto il tempo di bere una tisana con mio padre che era in zona e di nuovo il sudorino. "beh ti lascio che devo correre al bagno". Sembrava una scusa. ma se dovessi paragonare le due sedute a qualcosa di storico direi prima e seconda crociata.
vado a letto un pò provata. ho un freddo della patagonia.
La mattina credo utile interrompere la tisana caghetica e mi prendo un bell'infuso zenzero e liquirizia.
Neanche il tempo della sigaretta del buongiorno.
Hiroshima. sto malissimo. ormai la situazione e senza controllo. Dormo, ho dolori ovunque e una lieve forma di narcolessia. le narici secche come la gola. sto per morire.
Meglio un cazzo di supplì. oh, mangiando come un bove non mi è mai venuta una volta una roba del genere. pensa ai vegani. te credo che sono secchi. si cacheranno l'anima. loro.
Io oggi riattacco con le proteine. mi mangio carne, formaggi light, uova, polletti e filetti. ora FeFè dovrebbe stare già un pò meglio e poi non è che per fare contento uno devo creare un universo di infelici. ci sono tutti gli altri organi incazzati neri. Per primo lo sfintere ma neanche vi dico il sistema nervoso. senza mangiare si sente freddo e quel poraccio ogni tre minuti deve mettersi a rizzare i peli per fare i brividi.
Sapete che vi dico? mi perdo sti 5-6 chili solo per il gusto di ricominciare a mangiare.
tié.
giovedì 6 gennaio 2011
La Maledetta con la C
Erano anni che non mi succedeva.
e invece zac. stamattina di nuovo l'incubo. Quella sensazione maledetta. Quella Maledetta. con la C.
La COLITE.
Mi sono alzata con dei dolori terribili. l'area di interesse può variare a seconda del grado di maledizione, comunque parte dal bassissimo ventre e arriva al diaframma, investendo in parte anche i fianchi, a volte, e là dove il posteriore cede il passo alle cosce (per intenderci, il basso colon e non solo).
Insomma oggi che sintomi ho? un alien che mi nuota nella pancia, soprattutto sotto le costole e all'altezza dello stomaco. E' davvero terribile.
Una volta andai dalla mia osteopata, che mi diede tutte le dritte per fronteggiarla, la Maledetta.
INnanzitutto si tratta di aria. e già ti senti meglio perchè almeno sai che non stai morendo di qualcosa di oscuro che ti si mangia dentro. E' l'aria che si muove negli spazi disponibili tra le budella. che comprime gli organi. Che giustamente si incazzano e fanno toc toc con i dolorini sparsi.
QUindi l'importante è rompere la bolla. come?
per lei è semplicissimo. Io sono sdraiata e lei con un pugno chiuso mi setaccia la pancia, trova la bolla e la schiaccia... non so se avete mai utilizzato un campioncino di shampoo, ma il concetto è più o meno uguale. o anche quando provate a chiudere qualcosa in quei sacchetti con la chiusura ermetica...che cercate di far uscir fuori l'aria. uguale.
Insomma lei mi rompe la bolla in mille bollicine, immagino. ma il pensiero rimane. Ma l'aria si riassorbe o la Maledetta tipo mercurio tra poco è di nuovo all'assalto dei pochissimi spazietti intrabudellari?
a questo punto, dopo avermi fatto un male bestia (la bolla quando si sposta è dolorosissima, e a toccarla sembra quasi un organo in più, che ne so, un pancreas doppio, uno stomaco pieno...) mi suggerisce la prossima mossa.
"girati e mettiti carponi con i gomiti appoggiati a terra e sulle ginocchia e simula di fare un gatto. piega in dentro la pancia e fai con il tuo corpo una sorta di arco e poi invece rilascia tutto, gonfia la pancia e scendi con la schiena."
Io sono abbastanza imbarazzata. immaginatemi con le calze, mutante e reggiseno sul lettino di questa a fare il gatto con un signor maldipancia.
Condisce il tutto: "se senti di dover tirare fuori aria non ti fare problemi. E' proprio a questo che serve". ECCOLO LI'. Allora avevo ragione. col cazzo che si riassorbe anche se rompi il bolo in mille particelle. Quindi alla fine devi fare la SIGNORINA F. La signorina Flatulenza.
e te pareva. certo, ora che sto così a mio agio sul lettino con questa che mi tocca la pancia mentre faccio micio miao con una voglia di scureggiare che neanche vi dico mi metto pure a impestare la stanza.
Mento spudoratamente. "sto già molto molto meglio". Lei mi guarda col sorriso. Forse lo sa meglio di me che se la Signorina F non esce la Maledetta non se ne va.
Insomma con 150 Euri ho imparato a cacciarla e devo dire che il metodo funziona. Certo, suggerisco comunque che nelle fasi croniche si viva una vita da single, perchè è ovvio che il vostro compagno/amico/amante/marito/trombeur/femminiello/uomousaegetta il più delle volte farà finta di non capire mentre vi schiaccerete la pancia con il pugno chiuso soffrendo un pò. Ma non credo riesca a superare la fase del gatto scureggione.
Ora mi chiudo in bagno e sconfiggo la maledetta. con la radio accesa.
Buona befana.
e invece zac. stamattina di nuovo l'incubo. Quella sensazione maledetta. Quella Maledetta. con la C.
La COLITE.
Mi sono alzata con dei dolori terribili. l'area di interesse può variare a seconda del grado di maledizione, comunque parte dal bassissimo ventre e arriva al diaframma, investendo in parte anche i fianchi, a volte, e là dove il posteriore cede il passo alle cosce (per intenderci, il basso colon e non solo).
Insomma oggi che sintomi ho? un alien che mi nuota nella pancia, soprattutto sotto le costole e all'altezza dello stomaco. E' davvero terribile.
Una volta andai dalla mia osteopata, che mi diede tutte le dritte per fronteggiarla, la Maledetta.
INnanzitutto si tratta di aria. e già ti senti meglio perchè almeno sai che non stai morendo di qualcosa di oscuro che ti si mangia dentro. E' l'aria che si muove negli spazi disponibili tra le budella. che comprime gli organi. Che giustamente si incazzano e fanno toc toc con i dolorini sparsi.
QUindi l'importante è rompere la bolla. come?
per lei è semplicissimo. Io sono sdraiata e lei con un pugno chiuso mi setaccia la pancia, trova la bolla e la schiaccia... non so se avete mai utilizzato un campioncino di shampoo, ma il concetto è più o meno uguale. o anche quando provate a chiudere qualcosa in quei sacchetti con la chiusura ermetica...che cercate di far uscir fuori l'aria. uguale.
Insomma lei mi rompe la bolla in mille bollicine, immagino. ma il pensiero rimane. Ma l'aria si riassorbe o la Maledetta tipo mercurio tra poco è di nuovo all'assalto dei pochissimi spazietti intrabudellari?
a questo punto, dopo avermi fatto un male bestia (la bolla quando si sposta è dolorosissima, e a toccarla sembra quasi un organo in più, che ne so, un pancreas doppio, uno stomaco pieno...) mi suggerisce la prossima mossa.
"girati e mettiti carponi con i gomiti appoggiati a terra e sulle ginocchia e simula di fare un gatto. piega in dentro la pancia e fai con il tuo corpo una sorta di arco e poi invece rilascia tutto, gonfia la pancia e scendi con la schiena."
Io sono abbastanza imbarazzata. immaginatemi con le calze, mutante e reggiseno sul lettino di questa a fare il gatto con un signor maldipancia.
Condisce il tutto: "se senti di dover tirare fuori aria non ti fare problemi. E' proprio a questo che serve". ECCOLO LI'. Allora avevo ragione. col cazzo che si riassorbe anche se rompi il bolo in mille particelle. Quindi alla fine devi fare la SIGNORINA F. La signorina Flatulenza.
e te pareva. certo, ora che sto così a mio agio sul lettino con questa che mi tocca la pancia mentre faccio micio miao con una voglia di scureggiare che neanche vi dico mi metto pure a impestare la stanza.
Mento spudoratamente. "sto già molto molto meglio". Lei mi guarda col sorriso. Forse lo sa meglio di me che se la Signorina F non esce la Maledetta non se ne va.
Insomma con 150 Euri ho imparato a cacciarla e devo dire che il metodo funziona. Certo, suggerisco comunque che nelle fasi croniche si viva una vita da single, perchè è ovvio che il vostro compagno/amico/amante/marito/trombeur/femminiello/uomousaegetta il più delle volte farà finta di non capire mentre vi schiaccerete la pancia con il pugno chiuso soffrendo un pò. Ma non credo riesca a superare la fase del gatto scureggione.
Ora mi chiudo in bagno e sconfiggo la maledetta. con la radio accesa.
Buona befana.
martedì 4 gennaio 2011
tiro le somme.
adesso che siamo ufficialmente entrati nel nuovo anno ho deciso di tirare le somme del passato. mi sembra doveroso.
dunque, partendo dalle figuracce potevo risparmiarmi:
1. la puzzetta ieri sera mentre guardavo la tv convinta che non ci fosse nessuno nei dintorni, per poi ritrovarmi dopo un secondo netto davanti al padrone di casa che mi ha salutato con un certo ghignetto.
2. l'aver risposto via sms ad una persona fondamentalmente idiota per poi ritrovare il cell nelle mani della persona sbagliata che mi ha colta in flagrante (vai a vedere che alla fine mi comporto come le persone idiote)
3. l'aver scolato troppo vino rosso e ritrovarmi il giorno dopo con immensi vuoti di memoria eccetto sprazzi di risate convulse spero non a discapito di qualcuno.
4. andando più indietro: l'essermi pisciata sotto ben 3 volte davanti ad altri, una volta nel corridoio di un albergo perchè simulavo di rubarmi quadri, una volta per colpa della mia amica nel salotto dei suoi nonni e una volta sulla tazza con la copertura chiusa, nel negozio di mia madre.
5. la gonna nelle mutande e la passeggiata a culo scoperto per il centro di roma
6. il ricambiare sorrisi assidui ed affettuosi della mia vicina di tavolo per poi scoprire che il suo era un tic
7. l'uscita con il più figo del mondo e poi tornata a casa scoprire che durante la cena a lume di candela lo spinacio assassino si è piazzato tra due denti e io ho sorriso tutta la sera...
8. dire a mia cugina "noooo! di nuovo incinta!!!!" il giorno stesso in cui aveva finito la dieta.
ecco ora mi chiamano per il pranzo. la vita è un'alternanza tra cibo e parole.
dunque, partendo dalle figuracce potevo risparmiarmi:
1. la puzzetta ieri sera mentre guardavo la tv convinta che non ci fosse nessuno nei dintorni, per poi ritrovarmi dopo un secondo netto davanti al padrone di casa che mi ha salutato con un certo ghignetto.
2. l'aver risposto via sms ad una persona fondamentalmente idiota per poi ritrovare il cell nelle mani della persona sbagliata che mi ha colta in flagrante (vai a vedere che alla fine mi comporto come le persone idiote)
3. l'aver scolato troppo vino rosso e ritrovarmi il giorno dopo con immensi vuoti di memoria eccetto sprazzi di risate convulse spero non a discapito di qualcuno.
4. andando più indietro: l'essermi pisciata sotto ben 3 volte davanti ad altri, una volta nel corridoio di un albergo perchè simulavo di rubarmi quadri, una volta per colpa della mia amica nel salotto dei suoi nonni e una volta sulla tazza con la copertura chiusa, nel negozio di mia madre.
5. la gonna nelle mutande e la passeggiata a culo scoperto per il centro di roma
6. il ricambiare sorrisi assidui ed affettuosi della mia vicina di tavolo per poi scoprire che il suo era un tic
7. l'uscita con il più figo del mondo e poi tornata a casa scoprire che durante la cena a lume di candela lo spinacio assassino si è piazzato tra due denti e io ho sorriso tutta la sera...
8. dire a mia cugina "noooo! di nuovo incinta!!!!" il giorno stesso in cui aveva finito la dieta.
ecco ora mi chiamano per il pranzo. la vita è un'alternanza tra cibo e parole.
sabato 1 gennaio 2011
Capodanno tutto l'anno....
Ci siamo.
Quasi quasi di sottecchi siamo arrivati al nuovo anno. Tutto fiammante, ricco di cose nuove ancora da scoprire. E speriamo che siano grasse almeno quanto me oggi, dopo il cenone. Abbiamo iniziato con uno spritz verso le 4 di pomeriggio del 31, accompagnato da salumi e formaggi e poi vino rosso tanto per gradire.
Poi le lenticchie e il cotechino, che non possono mancare, un maialino intero da soli 16 chili, l'insalata di finocchi con le arance, la sacher, il panettone e il torrone. La frutta secca. E prima del cenone pate' di foi gras (non lo so. Non lo so davvero come si scrive, sarete comprensivi, spero), crostini di fegatelli toscani, salame, affettati e ovviamente salmone affumicato. Si e' anche bevuto, ovvio. Prima spumantino, poi vino bianco, poi vino rosso, a chiudere il riesling e poi champagne. Poi mentre si giocava al mercante in carenza sono ritornata a rifare il giro...vino bianco, poi rosso e poi un ultimo calice di champagne.
Camminavo come una con la labirintite. Mi sono fatta tante di quelle risate che forse il famoso goccetto di Plin Plin me lo sono pure perso. Il fidanzato sembrava davvero il re sole. Tronfio e sbronzo, con la panza in bella vista e paciosissimo. Un Belvedere. Io sembravo la cugina gonfia di Cleopatra, con un sorriso durbans stampato in viso e il mio capello nuovo con la mega frangia DOC. Poi tutto il balletto degli sms "auguri anche a te, che bello, che anno nuovo cazzo famolo diventa' il migliore..." etc.
E stamattina la cosa più bella.
Una messa con un frate ottantenne nella cappellani di famiglia (ovvio, non mia, abbiamo tante qualita' ma la cappella no). Parole pacate e serene, niente predicozzi pesanti.
E ora? Ora ho deciso di centrarmi un Po di più quindi faccio un lavoro di pseudo meditazione ma mentre mi mangio le uova al tegamino con pane e salsiccia. In attesa che il pranzo sia pronto.
Adoro i leggings proprio per questo. Sono elastici.
Buon anno a tutti, cari miei.
Quasi quasi di sottecchi siamo arrivati al nuovo anno. Tutto fiammante, ricco di cose nuove ancora da scoprire. E speriamo che siano grasse almeno quanto me oggi, dopo il cenone. Abbiamo iniziato con uno spritz verso le 4 di pomeriggio del 31, accompagnato da salumi e formaggi e poi vino rosso tanto per gradire.
Poi le lenticchie e il cotechino, che non possono mancare, un maialino intero da soli 16 chili, l'insalata di finocchi con le arance, la sacher, il panettone e il torrone. La frutta secca. E prima del cenone pate' di foi gras (non lo so. Non lo so davvero come si scrive, sarete comprensivi, spero), crostini di fegatelli toscani, salame, affettati e ovviamente salmone affumicato. Si e' anche bevuto, ovvio. Prima spumantino, poi vino bianco, poi vino rosso, a chiudere il riesling e poi champagne. Poi mentre si giocava al mercante in carenza sono ritornata a rifare il giro...vino bianco, poi rosso e poi un ultimo calice di champagne.
Camminavo come una con la labirintite. Mi sono fatta tante di quelle risate che forse il famoso goccetto di Plin Plin me lo sono pure perso. Il fidanzato sembrava davvero il re sole. Tronfio e sbronzo, con la panza in bella vista e paciosissimo. Un Belvedere. Io sembravo la cugina gonfia di Cleopatra, con un sorriso durbans stampato in viso e il mio capello nuovo con la mega frangia DOC. Poi tutto il balletto degli sms "auguri anche a te, che bello, che anno nuovo cazzo famolo diventa' il migliore..." etc.
E stamattina la cosa più bella.
Una messa con un frate ottantenne nella cappellani di famiglia (ovvio, non mia, abbiamo tante qualita' ma la cappella no). Parole pacate e serene, niente predicozzi pesanti.
E ora? Ora ho deciso di centrarmi un Po di più quindi faccio un lavoro di pseudo meditazione ma mentre mi mangio le uova al tegamino con pane e salsiccia. In attesa che il pranzo sia pronto.
Adoro i leggings proprio per questo. Sono elastici.
Buon anno a tutti, cari miei.
sabato 25 dicembre 2010
Tantiaguriiiiii!!!!
Tanti tanti tanti auguri di sacrissimo natale a tutto il mondo, soprattutto a chi come me nonostante tutto adora il natale e il panettone e lo scarto dei regali e la messa di mezzanotte piena di buoni propositi che poi non riesco mai a rispettare!!!
Tanti auguri a chi non e' capace di godersi un momento di amore e riconciliazione, a chi non e' in grado di mettere da parte livore e acredine, a chi e' triste senza motivo, a chi vive sperando solo che domani sia migliore, a chi si accontenta di poco e a chi invece vuole sfidarsi e superare i propri limiti. Auguri a chi e' fortunato come me che ho una famiglia enorme e stramba e piena zeppa di gioia e amore, a chi ha una mamma speciale anche se un po' scalcagnata, a chi ama per amare e chi ama una persona reale, a chi sa andare oltre e a chi ha imparato a non giudicare, a chi ha freddo e chi e' malato, a chi vive di rendita e a chi si fa un culo quadro per campare, a chi non si rende conto di essere inopportuno e a chi sa vivere sereno.
Auguri a tutti simili e diversi.
Tanti auguri a chi non e' capace di godersi un momento di amore e riconciliazione, a chi non e' in grado di mettere da parte livore e acredine, a chi e' triste senza motivo, a chi vive sperando solo che domani sia migliore, a chi si accontenta di poco e a chi invece vuole sfidarsi e superare i propri limiti. Auguri a chi e' fortunato come me che ho una famiglia enorme e stramba e piena zeppa di gioia e amore, a chi ha una mamma speciale anche se un po' scalcagnata, a chi ama per amare e chi ama una persona reale, a chi sa andare oltre e a chi ha imparato a non giudicare, a chi ha freddo e chi e' malato, a chi vive di rendita e a chi si fa un culo quadro per campare, a chi non si rende conto di essere inopportuno e a chi sa vivere sereno.
Auguri a tutti simili e diversi.
giovedì 23 dicembre 2010
la virgilia della virgilia
Quand'ero piccola ero sicura che si dicesse "virgilia".
così lo scrivevo ovunque. nella lettera a babbo natale, nella cronaca della domenica a scuola, nelle lettere d'amore che scrivevo ai miei genitori.
Devo dire che ancora oggi mi piace molto di più virgilia di vigilia.
ormai è un'associazione.
comunque domani è la vigilia di natale. questo santo santissimo natale.
Ho speso più di 1000 euro e ancora non ho finito i regali. passo le giornate nevrotica su documenti, sotto la pressione di clienti nevrotizzati dalle scadenze.
Di bello c'è che la mia famiglia è così incasinata che il natale diventa una sorta di circo...
il natale, con il babbo, l'abbiamo già festeggiato. Il cenone si è svolto venerdì 17 dicembre, con tutti i crismi. regali di natale, la nonna e il suo pensierino, i fratelli, il creme caramel finale, il panettone e chi più ne ha più ne metta. ci siamo scambiati i doni con una nuova regola, davvero intelligente. ogni persona riceve un regalo da tutti gli altri insieme. quindi noi eravamo 5 e 5 regali c'erano. oddio proprio 5 no, perchè il babbo il mio se l'era dimenticato ma va bene ugualmente perchè sapevo già di riceverlo quindi è come se l'avessi scartato.
abbiamo mangiato a quattro ganasce che alla fine mi veniva davvero da vomitare. abbiamo riso con mio fratello che è buffo di natura anche quando non vuole... per dirla tutta è uno che ogni volta che lo menano gli fanno uno sfregio in fronte. quindi ora potrebbe essere testimonial di x factor. ha una x nel mezzo della fronte. è classico. funziona così. di solito il cell mi squilla la mattina presto. "ohhhhh, che dormivi?" "no, tranquillo, che è successo?" "nieeeenteee, solo che ieri mi hanno menato...." "ti sei fatto male??" "no... solo che mi hanno fatto un taglio in fronte...e non so quanto è profondo... ho passato la notte al pronto soccorso ma mi hanno messo un cerotto...solo che è gonfio...." "ce la fai a venire da me tra poco?" "si..." e così finisce che lo porto a ricucire da qualche parte. e la raccomandazione finale "Oh, non dire niente a papà, che sennò si preoccupa...tanto lo vedo stasera e glielo dico io...."
comunque dicevo il natale paterno è andato. ora mi tocca il natale mammà. sbarca dal nord una manciata di parenti. che gioia! non li vedo mai. sono contentissima. e portano anche un pò di gioventù, anche perchè il Natale è dei bambini e senza bambini diventa tristarello... quindi ci arriva la carovana tra ragazzini e adolescenti, e sono sicura che ci divertiremo assai...gara di rutti, puzzette con l'accendino... strappo dei regali e scene isteriche sui doni non graditi...
e oggi per ammortizzare tutta l'energia che devo riservare a domani? oggi lavoro come un cane, mi faccio torturare dai clienti e colleghi e poi me ne vo alla casa. ad incartare i doni e a guardare la tv davanti a un piatto di pastina al brodo e un bicchierone di vino rosso.
e poi ditemi se la virgilia della virgilia non ha un porco perchè.
così lo scrivevo ovunque. nella lettera a babbo natale, nella cronaca della domenica a scuola, nelle lettere d'amore che scrivevo ai miei genitori.
Devo dire che ancora oggi mi piace molto di più virgilia di vigilia.
ormai è un'associazione.
comunque domani è la vigilia di natale. questo santo santissimo natale.
Ho speso più di 1000 euro e ancora non ho finito i regali. passo le giornate nevrotica su documenti, sotto la pressione di clienti nevrotizzati dalle scadenze.
Di bello c'è che la mia famiglia è così incasinata che il natale diventa una sorta di circo...
il natale, con il babbo, l'abbiamo già festeggiato. Il cenone si è svolto venerdì 17 dicembre, con tutti i crismi. regali di natale, la nonna e il suo pensierino, i fratelli, il creme caramel finale, il panettone e chi più ne ha più ne metta. ci siamo scambiati i doni con una nuova regola, davvero intelligente. ogni persona riceve un regalo da tutti gli altri insieme. quindi noi eravamo 5 e 5 regali c'erano. oddio proprio 5 no, perchè il babbo il mio se l'era dimenticato ma va bene ugualmente perchè sapevo già di riceverlo quindi è come se l'avessi scartato.
abbiamo mangiato a quattro ganasce che alla fine mi veniva davvero da vomitare. abbiamo riso con mio fratello che è buffo di natura anche quando non vuole... per dirla tutta è uno che ogni volta che lo menano gli fanno uno sfregio in fronte. quindi ora potrebbe essere testimonial di x factor. ha una x nel mezzo della fronte. è classico. funziona così. di solito il cell mi squilla la mattina presto. "ohhhhh, che dormivi?" "no, tranquillo, che è successo?" "nieeeenteee, solo che ieri mi hanno menato...." "ti sei fatto male??" "no... solo che mi hanno fatto un taglio in fronte...e non so quanto è profondo... ho passato la notte al pronto soccorso ma mi hanno messo un cerotto...solo che è gonfio...." "ce la fai a venire da me tra poco?" "si..." e così finisce che lo porto a ricucire da qualche parte. e la raccomandazione finale "Oh, non dire niente a papà, che sennò si preoccupa...tanto lo vedo stasera e glielo dico io...."
comunque dicevo il natale paterno è andato. ora mi tocca il natale mammà. sbarca dal nord una manciata di parenti. che gioia! non li vedo mai. sono contentissima. e portano anche un pò di gioventù, anche perchè il Natale è dei bambini e senza bambini diventa tristarello... quindi ci arriva la carovana tra ragazzini e adolescenti, e sono sicura che ci divertiremo assai...gara di rutti, puzzette con l'accendino... strappo dei regali e scene isteriche sui doni non graditi...
e oggi per ammortizzare tutta l'energia che devo riservare a domani? oggi lavoro come un cane, mi faccio torturare dai clienti e colleghi e poi me ne vo alla casa. ad incartare i doni e a guardare la tv davanti a un piatto di pastina al brodo e un bicchierone di vino rosso.
e poi ditemi se la virgilia della virgilia non ha un porco perchè.
martedì 21 dicembre 2010
foto e canzonette...
E' da un pò che non cito le MITICHE. Le casalinghe.
In questo momento, più che mai, mi manca l'asse da stiro. Io che a casa non l'ho proprio mai avuta. Anche perchè non avendo nemmeno il ferro è ben inutile. Anche se invece per le ragazze mignon può servire come lettino da massaggi, volendo. Ma io non sono neanche mignon. Sono un montblanc. Quindi dicevo. Mi mancano le MITICHE. mi manca tutto di loro. Oggi ad esempio la mia amica con la C maiuscola, quella che ogni due tre anni sforna un figlio, mi ha mandato un pò di foto dell'ultima cucciolata mentre nel frattempo metteva a lavare le tende. Mi ha persino chiesta se io avessi mai pensato che le tende si lavano.
E' vero che lavoro ma mica vivo in burundi, cazzarola. le tende le fò lavare anche io.
Magari dalla filippina, ma quando da bianco risolat diventano grigie casini le metto a lavare.
e l'altra mi chiama per dirmi che roma è un inferno, da girare sotto natale.
Ma beata lei che la vede, Roma. Io ho il tragitto standard, con la puledra. e ora che ho persino il collo offeso devo pure evitare le buche. quindi se c'era una vana speranza di guardarsi intorno ora è tutto un occhio al san pietrino. una fatica bestia. loro vanno a comprare i regalini. io invece tutto come al solito.
Il bello di queste attività è che rendono uniformi i i giorni. cioè tutti di pupù con ansia e stress. fantastico. natale, estate pasquetta gennaio 24 marzo e 8 dicembre. sei lì. che non ti accorgi se fa caldo, freddo neve pioggia sole spaccapietre nebbia brina aurora boreale.
quindi io che devo per forza distrarmi faccio una cosa fantastica. con il mitico blackberry mi scambio foto e messaggi vocali con la Mitica a casa che lava le tende. Tra un impegno e l'altro. senza nulla togliere alla serietà del nostro lavoro. che tipo di foto? beh per esempio ne ho una che faccio finta di dormire con la testa nel cassetto. e i messaggi vocali? semplici canzoncine, ma in velocità. Quelle classiche. come nostalgia canaglia di albano carrisi, o "guardo il mondo da un oblò" o ancora "e le cicaleeee cicale cicale cicale..."
piccoli espedienti che rendono la vita piena di farfalle colorate.
In questo momento, più che mai, mi manca l'asse da stiro. Io che a casa non l'ho proprio mai avuta. Anche perchè non avendo nemmeno il ferro è ben inutile. Anche se invece per le ragazze mignon può servire come lettino da massaggi, volendo. Ma io non sono neanche mignon. Sono un montblanc. Quindi dicevo. Mi mancano le MITICHE. mi manca tutto di loro. Oggi ad esempio la mia amica con la C maiuscola, quella che ogni due tre anni sforna un figlio, mi ha mandato un pò di foto dell'ultima cucciolata mentre nel frattempo metteva a lavare le tende. Mi ha persino chiesta se io avessi mai pensato che le tende si lavano.
E' vero che lavoro ma mica vivo in burundi, cazzarola. le tende le fò lavare anche io.
Magari dalla filippina, ma quando da bianco risolat diventano grigie casini le metto a lavare.
e l'altra mi chiama per dirmi che roma è un inferno, da girare sotto natale.
Ma beata lei che la vede, Roma. Io ho il tragitto standard, con la puledra. e ora che ho persino il collo offeso devo pure evitare le buche. quindi se c'era una vana speranza di guardarsi intorno ora è tutto un occhio al san pietrino. una fatica bestia. loro vanno a comprare i regalini. io invece tutto come al solito.
Il bello di queste attività è che rendono uniformi i i giorni. cioè tutti di pupù con ansia e stress. fantastico. natale, estate pasquetta gennaio 24 marzo e 8 dicembre. sei lì. che non ti accorgi se fa caldo, freddo neve pioggia sole spaccapietre nebbia brina aurora boreale.
quindi io che devo per forza distrarmi faccio una cosa fantastica. con il mitico blackberry mi scambio foto e messaggi vocali con la Mitica a casa che lava le tende. Tra un impegno e l'altro. senza nulla togliere alla serietà del nostro lavoro. che tipo di foto? beh per esempio ne ho una che faccio finta di dormire con la testa nel cassetto. e i messaggi vocali? semplici canzoncine, ma in velocità. Quelle classiche. come nostalgia canaglia di albano carrisi, o "guardo il mondo da un oblò" o ancora "e le cicaleeee cicale cicale cicale..."
piccoli espedienti che rendono la vita piena di farfalle colorate.
lunedì 20 dicembre 2010
de cer
Cari migliaia di lettori...
mi scuso per l'ingiustificata defezione dal blog. Purtroppo in questi giorni mi sono sentita come se fossi caduta da una sedia a faccia avanti. fallen from de cer.
in inglisc.
Quindi ho preferito non ammorbarvi con le mie personalissime pippe mentali e procedere senza mettere giù una riga, tanto più che io questo blog lo uso per sorridere e non per sfogarmi.
comunque per fortuna arriva il santo natale quindi come è d'uopo:
1. mi sono tagliata la frangetta cortissima così se ricresce durante le feste non mi devo preoccupare
2. mi sono depilata fino al ginocchio
3. mi sono autoregalata un paio di orecchini della Madonna che non so proprio come farò a pagare
4. mi sono un pò ingrassata così poi noto meno la differenza del prima-dopo natale
5. mi sono incriccata per benino il collo così non è tutta pura gioia ma c'è una punta di sofferenza che rende tutto più apprezzabile
6. faccio una preghierina ogni sera sperando che da lissù il buon bambinello mi presti un orecchio. diciamo che a donarmeli gli orecchi ha già fatto del suo. potrei metterci un'intera gioielleria, sul padiglione, vista la dimensione.
e ora mi dedico agli scampoli di lavoro prima del meritato panettone...
un abbraccio.
mi scuso per l'ingiustificata defezione dal blog. Purtroppo in questi giorni mi sono sentita come se fossi caduta da una sedia a faccia avanti. fallen from de cer.
in inglisc.
Quindi ho preferito non ammorbarvi con le mie personalissime pippe mentali e procedere senza mettere giù una riga, tanto più che io questo blog lo uso per sorridere e non per sfogarmi.
comunque per fortuna arriva il santo natale quindi come è d'uopo:
1. mi sono tagliata la frangetta cortissima così se ricresce durante le feste non mi devo preoccupare
2. mi sono depilata fino al ginocchio
3. mi sono autoregalata un paio di orecchini della Madonna che non so proprio come farò a pagare
4. mi sono un pò ingrassata così poi noto meno la differenza del prima-dopo natale
5. mi sono incriccata per benino il collo così non è tutta pura gioia ma c'è una punta di sofferenza che rende tutto più apprezzabile
6. faccio una preghierina ogni sera sperando che da lissù il buon bambinello mi presti un orecchio. diciamo che a donarmeli gli orecchi ha già fatto del suo. potrei metterci un'intera gioielleria, sul padiglione, vista la dimensione.
e ora mi dedico agli scampoli di lavoro prima del meritato panettone...
un abbraccio.
mercoledì 15 dicembre 2010
lettere d'ammore
Non so se capita anche a voi.
Ma io litigo col fidanzato. e ogni volta, visto che sono di indole greca, faccio una vera e propria tragedia.
Cioè per me ogni litigata è la fine dell'amore. Pensate poraccio lui.
Vabbè ma in ogni caso sono sempre convinta di aver ragione. e questo rende le cose ancora più difficili, perchè l'amore finisce, e neanche per colpa mia. quindi come si dice "cornuta e mazziata".
e cosa fa una donna che è sull'orlo di una crisi di coppia? scrive. scrivo lettere. lunghissime. che quando le rileggo mi sembrano le girelle motta. cioè la stessa solfa detta, ridetta, trita e ritrita rigirata in soffice pan di spagna.
Della serie "amore, io ti amo, e prima o poi credimi accetterò che sei un minus habens". ora. dico. Per fortuna non le mando mai. perchè se fossi il maschietto mi incazzerei ancora di più. col tono lagnoso gli dico che è un tordo senza ali. un dromedario con la prostatite, un elefante nano, un nano senza pisello grande, tonno senza pinna gialla, sai baba senza capelli, ghandi grasso. insomma.
e poi quando rileggendo le lunghe lettere decido di lasciar perdere (perchè mi racconto che sono troppo sofisticata e non capirebbe) attacco con gli sms. quando arrivo che sul display c'è scritto 6/6 mi rendo conto che non ho il dono della sintesi. li rileggo e di nuovo la girella. parto sempre benino ma a metà mi scivola il rinfaccio. poi la frase autoeseguibile del senso di colpa, poi la slinguazzata della serie "se vorrai vivere senza di me troverò il modo di andare avanti , toh, il cappio saponato, ehm dicevo..."
e poi per fortuna cancello anche quelli.
Il risultato è ancora peggio. facendo due rapidi calcoli.
Litigo diciamo lunedì sera. passo lunedì sera/notte e marted' mattina davanti al pc a spiegargli perchè è un testa di cazzo, e poi cancello. il giorno lavoro, male, ma almeno mi distraggo. e lui niente, desaparecido. poi riattacco il pippone. prima provo ironica, e mando. lui reagisce come il padrino. "baciate le mani". e mi manda a cagare. io ricomincio con la serie infinita di sms con spieghe lunghe e junghiane, poi grazie a dio cancello. Passo notte di merda, rivado a lavorare, guardo il display ogni circa 2 minuti. nada. poi riprovo con l'ironia. mi rimanda a cagare. mi incazzo tipo puma dopo che gli hanno schiacciato i cuccioli tanto per fare dispetti. scrivo lettera di fuoco. cancello. mi sento in colpa, preparo sms sintetico. cancello. poi uno lungo. e cancello e alla fine sono talmente stanca che vò a letto. risultato. ho passato circa 15 ore ad arrotolare girelle. lui ha ricevuto due cagate ironiche che non hanno sortito effetto, e sono pure passata dalla parte della stronza.
vive l'amour.
(quasi quasi mi compro ken quello che in america vendono per le donne che guidano sole la notte).
Ma io litigo col fidanzato. e ogni volta, visto che sono di indole greca, faccio una vera e propria tragedia.
Cioè per me ogni litigata è la fine dell'amore. Pensate poraccio lui.
Vabbè ma in ogni caso sono sempre convinta di aver ragione. e questo rende le cose ancora più difficili, perchè l'amore finisce, e neanche per colpa mia. quindi come si dice "cornuta e mazziata".
e cosa fa una donna che è sull'orlo di una crisi di coppia? scrive. scrivo lettere. lunghissime. che quando le rileggo mi sembrano le girelle motta. cioè la stessa solfa detta, ridetta, trita e ritrita rigirata in soffice pan di spagna.
Della serie "amore, io ti amo, e prima o poi credimi accetterò che sei un minus habens". ora. dico. Per fortuna non le mando mai. perchè se fossi il maschietto mi incazzerei ancora di più. col tono lagnoso gli dico che è un tordo senza ali. un dromedario con la prostatite, un elefante nano, un nano senza pisello grande, tonno senza pinna gialla, sai baba senza capelli, ghandi grasso. insomma.
e poi quando rileggendo le lunghe lettere decido di lasciar perdere (perchè mi racconto che sono troppo sofisticata e non capirebbe) attacco con gli sms. quando arrivo che sul display c'è scritto 6/6 mi rendo conto che non ho il dono della sintesi. li rileggo e di nuovo la girella. parto sempre benino ma a metà mi scivola il rinfaccio. poi la frase autoeseguibile del senso di colpa, poi la slinguazzata della serie "se vorrai vivere senza di me troverò il modo di andare avanti , toh, il cappio saponato, ehm dicevo..."
e poi per fortuna cancello anche quelli.
Il risultato è ancora peggio. facendo due rapidi calcoli.
Litigo diciamo lunedì sera. passo lunedì sera/notte e marted' mattina davanti al pc a spiegargli perchè è un testa di cazzo, e poi cancello. il giorno lavoro, male, ma almeno mi distraggo. e lui niente, desaparecido. poi riattacco il pippone. prima provo ironica, e mando. lui reagisce come il padrino. "baciate le mani". e mi manda a cagare. io ricomincio con la serie infinita di sms con spieghe lunghe e junghiane, poi grazie a dio cancello. Passo notte di merda, rivado a lavorare, guardo il display ogni circa 2 minuti. nada. poi riprovo con l'ironia. mi rimanda a cagare. mi incazzo tipo puma dopo che gli hanno schiacciato i cuccioli tanto per fare dispetti. scrivo lettera di fuoco. cancello. mi sento in colpa, preparo sms sintetico. cancello. poi uno lungo. e cancello e alla fine sono talmente stanca che vò a letto. risultato. ho passato circa 15 ore ad arrotolare girelle. lui ha ricevuto due cagate ironiche che non hanno sortito effetto, e sono pure passata dalla parte della stronza.
vive l'amour.
(quasi quasi mi compro ken quello che in america vendono per le donne che guidano sole la notte).
martedì 14 dicembre 2010
chicchi
Quand'ero bambina c'erano delle cose che mi facevano particolarmente ridere.
Alcune barzellette. per esempio. DI quelle che ridevo solo io, raccontandomele.
E ridevo assai.
gli altri si limitavano a guardarmi seri, un pò schifati.
io invece con le lacrime da dietro gli occhialoni mi spaccavo, e pensavo, tra me e me: "che peccato che loro non riescano a trovare questa cosa divertente"
Cosa dice un chicco di riso quando incontra un altro chicco di riso?
"bella, chicco!"
Perchè la scimmia è caduta dall'albero?
perchè è morta.
quanti bambini africani c'entrano in una 500?
tutti
cosa succede ad un albino quando infila i piedi nel mar rosso?
si bagna
E ovvio che i tempi sono cambiati. ormai queste barzellette sono scorrette, ciniche, poco "sensitive". ma noi siamo cresciuti così, con le barzellette stronze e classiste, ciniche, e io ancora ci rido.
alla faccia del perbenismo.
Alcune barzellette. per esempio. DI quelle che ridevo solo io, raccontandomele.
E ridevo assai.
gli altri si limitavano a guardarmi seri, un pò schifati.
io invece con le lacrime da dietro gli occhialoni mi spaccavo, e pensavo, tra me e me: "che peccato che loro non riescano a trovare questa cosa divertente"
Cosa dice un chicco di riso quando incontra un altro chicco di riso?
"bella, chicco!"
Perchè la scimmia è caduta dall'albero?
perchè è morta.
quanti bambini africani c'entrano in una 500?
tutti
cosa succede ad un albino quando infila i piedi nel mar rosso?
si bagna
E ovvio che i tempi sono cambiati. ormai queste barzellette sono scorrette, ciniche, poco "sensitive". ma noi siamo cresciuti così, con le barzellette stronze e classiste, ciniche, e io ancora ci rido.
alla faccia del perbenismo.
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